venerdì 20 luglio 2007

STUDI DI SETTORE 1)

Nella Finanziaria 2007 sono contenute alcune “chicche” che hanno l’effetto di innalzare il livello della tassazione, sia per i contribuenti soggetti agli studi di settore, sia per quelli che per legge, ne sono esclusi. Un nuovo incubo che le imprese e i professionisti hanno imparato a conoscere in occasione delle dichiarazioni dei redditi dell’ anno 2006, per molti non ancora conclusa, e che toglierà il sonno non solo ai soliti “furbetti”, ma anche a coloro che svolgono la propria attività in modo anomalo rispetto alla media del settore. Gli studi di settore sono la più moderna trovata del fisco vorace per indurre i contribuenti a dichiarare redditi maggiori. Essi rappresentano la sconfitta del sistema degli accertamenti “tradizionali”, che sono troppo costosi e spesso improduttivi per l’Amministrazione finanziaria. Per utilizzare meno personale possibile dell’Agenzia delle Entrate, la mente diabolica del legislatore fiscale ha pensato di introdurre un marchingegno che consente in automatico di far affluire risorse nelle casse dello Stato.
Di fatto la metodologia di calcolo alla base degli studi di settore confronta i costi e i ricavi dichiarati dal singolo contribuente con i valori medi del settore di appartenenza, e, qualora i compensi non siano almeno pari al livello della congruità, viene proposto l’adeguamento al valore ritenuto congruo. Il che comporta il pagamento di maggiori imposte su quel reddito in più, che non è reale, ma teorico o meglio “virtuale”, in quanto basato su congetture statistico-matematiche.
Come se non bastasse l’esistenza dello strumento diabolico degli studi di settore, il governo ha voluto dare un “giro di vite” per indurre i cittadini a pagare ancora più tasse.
Ebbene, per coloro che sono già soggetti agli studi di settore, sono stati creati dei nuovi indicatori di normalità economica, legati alle caratteristiche e alle condizioni dell’attività svolta, che già per i redditi 2006, possono comportare (leggi: comportano) un maggior importo di compensi da dichiarare. Per gli anni successivi verranno poi individuati, con revisione triennale, nuovi indici di coerenza elaborati con riferimento a comportamenti considerati normali per lo specifico settore economico.
Per quanto riguarda le società di capitali soggette agli studi, il 7 marzo scorso sono stati approvati quattro tipi di indici di coerenza che trovano applicazione già per i redditi del 2006. Tali indicatori, la cui valenza è limitata alle società operanti in alcuni settori individuati dalla norma, fanno riferimento al rapporto fra componenti positivi e negativi dichiarati ai fini IRAP, al volume d’affari IVA, agli acquisti e importazioni, al valore delle immobilizzazioni, ai costi del personale. Questi indicatori non comportano automaticamente un maggior reddito da dichiarare, ma serviranno a programmare verifiche fiscali nei confronti di coloro che risulteranno incoerenti.
NON AVETE CAPITO NIENTE? Non c’è problema, vi spiego cosa significa tutto ciò nella pratica. Mentre fino all’anno scorso per aziende e lavoratori autonomi era possibile ottenere l’agognata congruità, cioè evitare di pagare più tasse, da quest’anno qualcosa è cambiato, e non certo in meglio. CIOE’: A parità di reddito e di caratteristiche di svolgimento dell’attività, ciò che si è dichiarato l’anno scorso, quest’anno potrebbe non essere più sufficiente, e costringerci a pagare la “sovrattassa sul reddito virtuale”, vale a dire le imposte sul maggio reddito “adeguato”.
Al fine di inibire possibili azioni di manomissione dei dati dichiarati ai fini degli studi di settore, ai contribuenti che nel triennio 2003/2005 hanno indicato redditi congrui ma sistematicamente non coerenti con gli indici, sarà indirizzata una delle 100.000 comunicazioni che il Ministero delle Finanze sta’ spedendo in questi giorni. Ovviamente il ripetersi di tali anomalie anche per il 2006 renderà probabile l’esecuzione di un controllo da parte del fisco. Per scoraggiare i contribuenti dal mantenere una condotta “anomala”, l’Agenzia delle Entrate si avvarrà di una potente arma di terrorismo fiscale, consistente nell’invio di apposite comunicazioni a mezzo posta, in cui farà presente le conseguenze della “perseveratio diabolica”.
Anche i contribuenti finora esclusi dagli studi di settore entrano nel mirino, in quanto saranno tenuti, sin dall’unico 2007, a compilare i modelli Ine, al fine di indicare dei dati su cui il Ministero si baserà per elaborare degli appositi indici, da utilizzare per selezionare i soggetti da sottoporre a successivo controllo.
GLI STUDI DI SETTORE AFFLIGGONO LA VOSTRA ATTIVITA’?
NON RIUSCITE A CAPIRE COME FUNZIONANO?
VORRESTE SAPERNE DI PIU’ MA NON SAPETE A CHI RIVOLGERVI?
NESSUN PROBLEMA, SEGUITE QUESTO BLOG E SARETE ACCONTENTATI….

2 commenti:

Davide ha detto...

Ciao e in bocca al lupo per il tuo blog.
Anche io tratto argomenti simili ai tuoi, magari possiamo collaborare!

bml ha detto...

Volentieri, dammi l'indirizzo del tuo blog e verrò a visitarlo... magari potremo collaborare per diffondere la conoscenza sui temi fiscali tramite i nostri blog.
Ciao. A presto